|
La passione per
la pittura

Sicilia terra d'arte ma, a volte,
terra ostile ai giovani artisti che difficilmente riescono ad
emergere e sfondare.
Salvatore Barbagallo, quarantunenne pittore
catanese ne è consapevole, nonostante nelle sue più di novecento
esposizioni, fra personali e collettive nazionali ed
internazionali, abbia suscitato l'interesse della critica,
riscuotendo grande successo sotto il profilo artistico e
culturale.
Lungo le pareti della sua abitazione, come in una naturale
"galleria", scorrono i dipinti che ci mostra con orgoglio ed
estrema modestia.
Col tempo l'amore per l'arte cresce e "frequentando qualche anno
l'Istituto d'Arte inizia ad acquisire le tecniche fondamentali
del dipingere".
"La passione per la pittura - inizia subito raccontando, con
semplicità, lo sua storia ed il suo percorso artistico - nasce
in tenera età.
Già a sei anni nutrivo una predisposizione ed un vivo interesse
per il disegno, tanto che utilizzavo i miei risparmi per munirmi
di colori e riprodurre un mondo fantastico di fanciullo che
immaginava battaglie e soldatini".
Barbagallo oltre a coltivare la pittura si accosta anche alla
scultura, all'incisione, alla grafica pubblicitaria fino a
realizzare, recentemente, dei murales allo scopo di rivalutare
alcune vecchie zone degradate dei quartieri di Catania.
Prossimo obiettivo: tentare la serigrafia. È un artista
poliedrico, completo, che non vuole specializzarsi in un solo
campo ma sperimentare e aprirsi a nuove forme.
Attraverso un lavoro di attenta e scrupolosa ricerca sul
futurismo siciliano, coglie i contenuti più significativi del
passato, sintetizzandoli e facendoli propri, ma evitando sempre
il rischio dell'imitazione.
Studiando Picasso, attinge al
cubismo, all'arte d'avanguardia che scompone l'oggetto e lo
spazio circostante mediante sovrapposizioni e giustapposizioni
di più vedute di uno stesso oggetto.
Le opere di Barbagallo ci forniscono una visione simultanea,
riunendo i frammenti di una stessa immagine ed armonizzandoli
mediante l'unità estetica della struttura, della forma. L'amore
viscerale per la sua terra natia viene espresso in paesaggi, in
figure di coppie, motivi centrali dei suoi dipinti,
che vengono realizzati attraverso i chiaroscuri dei colori, il
verde, l'azzurro, più di rado il rosso, spezzando e ricomponendo
le linee geometriche, diversificando i vari piani, tracciando un
punto da cui si dipartono più linee. Il nostro artista non si
ritiene un innovatore perché la sua arte si muove lungo un
percorso già segnato ma, al contempo, vuole proporre forme nuove
ed originali, mirando alla creazione di uno stile personale.
Le sue opere sembrano avere un significato sociale, quasi
politico. Il sentimento predominante è, infatti, un senso di
sofferenza ed un desiderio di riscatto per la sua Sicilia
provata e bistrattata da secoli; una incomprensione per le
profonde differenze tra zona ricca e zona povera di una stessa
città.
"Non ricerco un'arte commerciale - riprende Barbagallo -
Le mie opere sono il frutto di una ricerca lunga ed
instancabile, perché ciò che conta non è un'alta quotazione sul
mercato e, quindi, trame un profitto economico, ma far discutere
e criticare la propria arte".
Infatti, l'artista, rinunciando coerentemente ai concreti
impegni di mostre e concorsi, ha svolto opera di volontariato,
tenendo le lezioni di pittura presso alcuni istituti della
città, il tutto per offrire agli allievi qualcosa di proprio e
per esprimere se stesso.
Cristina Siringo
Articolo pubblicato sulla rivista "Sotto
il Vulcano" anno V n. 39-40 Estate 1998
|